L´Aretusa vince il derby contro la Salusport Priolo, conquista la quarta vittoria consecutiva nel torneo e continua a risalire nella classifica del girone B.
La gara è stata vibrante, giocata a viso aperto e in maniera corretta dai giocatori in campo che hanno saputo mantenere un atteggiamento corretto, nonostante le molte note stridenti evidenziate da decisioni incomprensibili prese sul campo dai direttori di gara, sulle quali non vogliamo porre ulteriori commenti per rispetto della passione che ci lega a questo sport e in riconoscimento all´impegno profuso in campo dagli atleti di entrambe le formazioni, ma che crediamo, chi di competenza, dovrebbe monitorare per evitare di svilire i sacrifici e l´impegno di tutte le componenti che gratuitamente, a differenza dei signori in grigio, si spostano domenicalmente per praticare lo sport dei canestri.
Ma veniano alla gara, squadre molto contratte all´inizio con i priolesi che devono accusare alcune assenze dovute ad infortuni e con gli ospiti che sembrano sentire oltremodo la gara, ciònonostante il primo quarto si chiude con gli aretusei in vantaggio (11-14) ma già all´inizio del secondo quarto i padroni di casa approfittano della forzata assenza dal terreno di Capinteri e Alescio gravati di 3 falli e si riportano avanti vincendo il quarto (16-12) e chiudendo il primo tempo in vantaggio di un punto (27-26).
Nel terzo quarto gli ospiti prendono decisamente le redini della gara grazie alle ottime prestazioni di Carbone, Ferraro e Schifitti che fanno appieno la loro parte dimostrando notevole personalità e sangue freddo, il quarto si chiude sul 13 a 25 con lo scarto che sarà di fatto determinante per la vittoria della gara.
Nell´ultimo parziale tentativo di reazione dei padroni di casa e controllo della gara da parte degli ospiti, la sirena finale determina il risultato finale di 71 a 64 per i ragazzi di Carlo Costa.
Top scorer dei padroni di casa Grillo (19) seguito da Scrofani (18); in casa Aretusa Ventura e Schifitti (14) seguiti da Bellofiore (12).
Arbitri dell´incontro Perrone e Barbagallo.
Fonte:
Ufficio Stampa