Black&White Stories: le promesse di Bonimba

By Jane No comments

Ci sono sessioni di mercato più importanti delle altre. Non solo per ragioni economiche o tecniche, ma anche per il valore simbolico ed affettivo che determinano gli addii di alcuni giocatori e gli arrivi di altri. Quella del 1976, resa amara e problematica dall’esito finale del campionato che ha visto la Juventus superata in classifica dai cugini granata, è tra le più importanti vissute dalla Signora.

Non per numero di operazioni fatte – all’epoca erano più ridotte rispetto ad oggi, coerentemente a rose meno ampie; a renderla incandescente – non mancarono contestazioni del tifo nei confronti del presidente Giampiero Boniperti – bastarono due nomi in uscita e altrettanti in entrata: Fabio Capello al Milan per Romeo Benetti; Pietro Anastasi all’Inter in cambio di Roberto Boninsegna. Senza dimenticare che il carattere “rivoluzionario” dei cambi era ancora più spiccato tenendo conto che in panchina si andava a sedere un giovane tecnico di soli 37 anni: Giovanni Trapattoni.

Lungo l’asse Torino-Milano il calciomercato aveva proposto i momenti più emozionanti. Sì, oltre alle fredde motivazioni che determinano acquisti e cessioni, le sollecitazioni ai sentimenti dei tifosi erano state notevoli, soprattutto nel cambio di casacca dei due centravanti.

Perché Anastasi era l’anima della Juve, come Boninsegna rappresentava l’Inter al 100%. Inoltre, i due non avevano mai nascosto il proprio tifo già dall’infanzia per le squadre alle quali davano tutto se stessi. Andare via, a maggior ragione per accasarsi dalla rivale storica, era non solo impensabile per entrambi: era sentirsi letteralmente fuori luogo, convivere con il senso di un tradimento e una certa forma di rancore verso chi l’aveva permesso.

Acquisto calcioshop online,maglia juventus personalizzate,per fornire il miglior servizio al prezzo più basso. Benvenuti a questo acquisto.

Deja un comentario