Vince l’Atletico, ma la Juve cresce

By Mike No comments
Joao Felix propizia il primo gol spagnolo e sigla il secondo, intervallato dal pareggio di Khedira. Ma la Juve domina e registra progressi notevolissimi

La Juve esce sconfitta, ma a testa ben alta dall’amichevole di Stoccolma contro l’Atletico Madrid, al solito pratico ed estremamente cinico nello sfruttare le poche azioni create, grazie al gioiello Joao Felix. Sarri può comunque ritenersi più che soddisfatto, perché la squadra sta assimilando velocemente i suoi dettami, cerca il recupero palla alto, aggredisce l’avversario, gioca nella metà campo altrui… Il tutto a velocità notevole, anche se, comprensibilmente, non ancora massima.

Del resto per molti era la prima gara stagionale: alla Friends Arena fanno il loro esordio Chiellini, per la prima volta in coppia con de Ligt, Alex Sandro, Khedira e Douglas Costa. Come sempre contro l’Atletico all’inizio la partita è contratta, anche se si tratta di un’amichevole, perché gli spagnoli sanno come sigillare le linee, ma la Juve ha qualità sufficiente per superarle, affidandosi al palleggio oppure alle giocate dei singoli, specie di Douglas Costa, a tratti incontenibile. Dopo una decina di minuti Chiellini va vicinissimo al vantaggio e sugli sviluppi di un corner sparando un sinistro in diagonale che Oblak intercetta con un ottimo riflesso.

JOAO FELIX/LEMAR, PASSA L’ATLETICO

I bianconeri collezionano angoli e l’Atletico respinge colpo su colpo, pronto a sfruttare la minima possibilità per ripartire. Non ci riesce Koke per un soffio perché, dopo una mischia in area, il suo destro rasoterra viene respinto sulla linea da un provvidenziale intervento di Alex Sandro. Ci riesce invece Joao Felix, che al 24′ si fionda sul traversone di Trippier a centro area e colpisce al volo. La deviazione di Lemar gli sottrae la paternità del gol, ma non cambia la sostanza dei fatti: nonostante la netta supremazia della Juve, conducono gli spagnoli.

KHEDIRA, PAREGGIO IMMEDIATO

Lo fanno per poco però, perché i bianconeri ripartono a testa bassa e per quanto il muro di maglie biancorosse sembri impenetrabile, Khedira trova lo spiraglio giusto per indirizzare il diagonale rasoterra nell’angolino alla destra di Oblak, che può solo guardare il pallone infilarsi lentamente in rete.

JOAO FELIX, QUESTA VOLTA IL GOL È SUO

È una partita piacevolissima, che non cambia copione nonostante le due reti. Al possesso palla degli uomini di Sarri, l’Atletico risponde con delle verticalizzazioni improvvise quanto letali e proprio con una di queste la coppia che aveva propiziato il vantaggio va ancora a segno: lancio in profondità di Trippier e zampata di Joao Felix, che sbuca tra de Ligt e Chiellini e infila al volo. Questa volta il gol è tutto suo.

COSTA E RABIOT, DUE LEGNI

La ripresa inizia con Bonucci al posto di Chiellini e con il legno colpito dal sinistro, deviato, di Douglas Costa. Il brasiliano entra praticamente in ogni azione ed è ancora lui a permettere a Higuain di incrociare un destro dal limite che termina a lato di un soffio. Rabiot centra un altro legno, questo clamoroso, con una sventola dal limite e intanto inizia il valzer delle sostituzioni. Si rivedono così anche Dybala, Cuadrado e Bentancur e fa il suo esordio Danilo, ma quando la Juve alleggerisce la pressione ed è l’Atletico a sfiorare il terzo gol con una fiondata di Riquelme.

ASSEDIO BIANCONERO

I bianconeri allora si rifanno sotto e Dybala impegna per due volte Oblak, poi lancia Bernardeschi che alza troppo la mira. Anche Cuadrado potrebbe colpire, ma Hermoso recupera in scivolata e gli chiude lo specchio della porta, poi ancora Dybala vede il suo tiro da distanza ravvicinata rimpallato e infine bloccato da Oblak. Non è riduttivo definire l’ultima parte del secondo tempo un assedio e la Juve meriterebbe ben più del pareggio, per la mole di occasioni create e per lo spirito con cui ha affrontato tutta la gara. Il risultato invece non cambia, ma se è per questo neanche il giudizio sulla gara e sulla prova dei bianconeri: i progressi, dopo due settimane di lavoro a Torino, sono evidentissimi e i 25 tiri tentati certificano la netta supremazia. Una volta che i meccanismi saranno ancora più oliati, ci sarà da divertirsi.

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